Il 2010 sarà l’anno delle riforme? Segnerà finalmente l’inizio della seconda Repubblica che aspettiamo da quindici anni?
Pubblicato da antonio

Il 2010 sarà veramente l’anno delle riforme? Dopo quindici anni decollerà finalmente la seconda Repubblica? Lo possiamo dare per scontato?
Prescindendo da Di Pietro diciamo che l’atmosfera, dopo mesi e anni di battaglie e attacchi molto duri, la vita politica sembra virare verso un ammorbidimento dei rapporti tra i partiti.
Sarà stato il miracolo di Natale, ma sembra davvero che il lancio della statuetta del Duomo di Milano ed il conseguente ferimento di Berlusconi per mano del psicolabile Tartaglia, abbiano fatto avvicinare maggioranza e opposizione. Questa luce improvvisa, divinamente natalizia, ha fatto capire ai nostri politici che è necessario e urgente assumere un atteggiamento più maturo e costruttivo, per dare una svolta riformista seria al nostro Paese.
Se è così possiamo davvero convincerci che il 2009 si chiude con la speranza che il 2010 sarà ciò che ci era stato

promesso: l’inizio di un periodo di riforme e di una legislatura costituente la seconda Repubblica.
Giorni fa Berlusconi, in collegamento telefonico dalla villa di Arcore con don Gelmini e la sua comunità, ha ribadito che l’amore è il motore positivo del bene comune. Ha poi aggiunto che “con chi ci sta, bisogna partire subito con un’ampia strategia riformista e modernizzatrice per cambiare il volto dello Stato e delle istituzioni”.
Possiamo fidarci? Riusciranno i nostri politici a riformare l’Italia? A convincerci che sono sulla strada giusta? Io ci credo poco, ci sono troppi ostacoli, troppi politicanti che fanno solo i propri interessi, antecedendoli a quelli del Paese. Ma tant’è, staremo a vedere fra un anno cosa è successo, speriamo di ritornare a fidarci della politica.
Se tutto andasse bene, la nuova era potrebbe rappresentare la consacrazione politica di Berlusconi. Lo permetteranno gli avversari politici? Quelli di buonsenso forse sì, ma gli altri?
Riusciranno a mettersi d’accordo sulla riforma di tipo presidenziale che rafforzi anche il Parlamento? Sulla diminuzione del numero dei parlamentari e l’adozione di una Camera secondo il modello federale? Sul bipolarismo formato da due grandi schieramenti capaci di confrontarsi con maturità democratica? Sull’ammodernamento della pubblica amministrazione? Sulla Giustizia? Sul welfare?
Questa è la seconda Repubblica che aspettiamo da quindici anni, e questo è il modello di Repubblica per cui la maggioranza degli italiani ha continuato a votare il centrodestra. Forse è arrivato il momento di farla seriamente questa benedetta riforma.
Ma, a dimostrazione che la strada è in salita, impervia e piena di difficoltà sono arrivati gli attacchi di Antonio Di Pietro, le urla di Dario Franceschini, le accuse più o meno velate di inciucio. Ed il povero Bersani non ha potuto far altro che tirare il freno a mano. La sua ultima dichiarazione ufficiale è stata: “Il Pd non ha pregiudizi, aspettiamo di vedere cosa farà la maggioranza.”
In poche ore si è passato dall’ottimismo al caos. Il dialogo sembra allontanarsi. Nel Pd sembra che prima delle elezioni regionali sarà difficile discutere concretamente. Insomma tutto sembra inesorabilmente rinviato a dopo il voto di fine marzo. Amen! Anche perché, nel Pd, sono più coloro che frenano rispetto a quelli che accelerano. Con conseguente malumore nella maggioranza.
Insomma, si parte con il solito teatrino della politica, con la solita pochezza di molti politicanti, con le solite meschinità dettate da interessi di parte. Siamo la solita italietta.

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Pubblicato il 30 12 2009 alle 20:08
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